Ognuno si cura le ferite come può e io ho un amico/fratello a brescia al quale ho raccontato il mio dolore e questo “stronzo” ha deciso di scrivermi…
E una donna che stringeva un bimbo al petto, disse: "Parlaci dei Figli."
Ed egli disse:
I vostri figli non sono i vostri figli.
Essi sono figli e figlie della smania che la Vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi, e benché essi stiano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Voi potete donar loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri, poiché essi hanno i propri pensieri.
Voi potete dare alloggio ai loro corpi, ma non alle loro anime, poiché le loro anime dimorano nella casa del futuro, che voi non potete visitare neppure in sogno.
Voi potete sforzarvi di essere come loro, ma non cercate di renderli simili a voi.
Poiché la Vita non va all'indietro, e non si trattiene sullo ieri.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli vengono proiettati in avanti, come frecce viventi.
L'arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito ed Egli vi tende con la Sua potenza in modo che le Sue frecce vadano rapide e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia dalla mano del vostro arciere; poiché com'Egli ama le frecce che volano, così ama pure l'arco che è stabile.
Vorrei combattere una guerra che non è la mia, ma non posso farlo.
(con questa frase la mia mente corre al film che ho amato di più in vita…)
Allora non mi resta che salire in cima alla montagna e urlare tutto il mio dolore.
Poi, torno; ho ancora frecce nella mia faretra…

… quanto avrei voluto prendere gli scalpi, ma non era la mia caccia.
